Movimento per l'Alleanzanazionale

Nati per unire

Sovranità nazionale, riforme e Ilva: l’agenda di Unidestra

agendadi Silvia Pispico*

E’ giunta l’ora delle scelte scomode. Non si può più attendere e sperare che un governo di transizione metta mano a riforme che segnino una svolta nella storia del nostro Paese. Non si può perdere altro tempo perché la mancanza di prospettive di sviluppo causeranno, oltre alla dilagante povertà, la miseria morale e una maggiore capacità attrattiva da parte delle organizzazioni criminali. Ecco perché, alla luce dei guasti di una politica fallimentare e asservita agli interessi posti al di là dei confini nazionali, è urgente l’intervento di chi può essere vicino al popolo, nel solco della cultura e dell’identità italiane. Chi? La rediviva Forza Italia, il partito di un leader che poteva rivoltare il Paese e si è invece fatto distruggere? Il centrosinistra, che soffre lo smarrimento dopo il tentativo di tagliare il cordone ombelicale col cattocomunismo? O le sinistre radicali, attente ai diritti di immigrati e gay, ma incapaci di badare agli interessi degli italiani? No, occorre una forza di destra, che sappia cogliere l’eredità spirituale e ideale del mai seppellito Movimento sociale italiano, un partito che sapeva essere vicino al popolo. Gratuitamente.

Ecco perché a Mirabello è nata Unidestra, un coordinamento per la costituente di un nuovo soggetto politico. Uno stimolo per muoversi nella direzione delle scelte scomode. Come la decisione di non adottare più l’euro, sull’esempio di Regno Unito, Danimarca. Non si tratta di un capriccio, bensì della convinzione che la sovranità monetaria spetti al popolo. Gli italiani devono essere i proprietari della moneta e la Banca d’Italia deve essere proprietà dello Stato. Questo significa non essere debitori nei confronti di chi strangola i Paesi attraverso il signoraggio. Eviteremmo suicidi e la disperazione di giovani che non vedono futuro. Nessuno si scandalizzi se chiediamo più Stato. Ad esso consegneremmo volentieri l’Ilva, per un commissariamento capace di equilibrare il diritto alla salute e la necessità di sopravvivenza di tante famiglie mantenute dagli stipendi di chi lavora in quell’acciaieria. E ci piacerebbe che agli utili dell’azienda partecipassero i lavoratori. All’Ilva, come in altre aziende. Non è anacronismo la collettivizzazione delle imprese. Le quali dovrebbero pagare le tasse nei territori dove mietono profitti. E questo, purtroppo, il Sud lo paga a caro prezzo.  Questi sono i passi “rivoluzionari” che segnano una svolta nel nostro Paese, queste idee dovranno rubare il sonno ai fautori della destra di domani. Altrimenti saremo dormienti, condannati alla gestione, ma non alla resurrezione dell’Italia.

*Presidente Circolo Unidestra Lecce

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2 commenti su “Sovranità nazionale, riforme e Ilva: l’agenda di Unidestra

  1. francesco
    settembre 20, 2013

    Non si può perdere altro tempo perché la mancanza di prospettive di sviluppo causeranno, oltre alla dilagante povertà, la miseria morale e una maggiore capacità attrattiva da parte delle organizzazioni criminali.

    molto brava!!!
    non bisogna perdere tempo

  2. Albero
    ottobre 22, 2013

    Finalmente ritorna un partito di Destra !!!

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 19, 2013 da in Interni con tag , , , .
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